La rivista Nigrizia propone ai propri abbonati il sostegno al Progetto Solidarietà per l'Emergenza umanitaria in Centrafrica
Progetto Solidarietà per il Centrafrica.
Il progetto prevede il sostegno alle popolazioni colpite dall'emergenza umanitaria conseguente alla grave situazione di conflitto armato interno alla Repubblica Centrafricana, attraverso la fornitura di alimenti, medicinali, sementi per i contadini, ripristino di pozzi, riabilitazione di scuole, dispensari e abitazioni civili, ecc. La Fondazione Nigrizia Onlus si impegna ad inviare alle 5 missioni comboniane maggiormente colpite dalla devastazione della guerra e dai conseguenti saccheggi, quanto raccolto attraverso questa campagna.

Per inviare contributi (causale EMERGENZA CENTRAFRICA 10/13) con carta di credito usare il pulsante "sostieni" nel riquadro rosso in alto, oppure con bonifico bancario intestato a:

Fondazione Nigrizia Onlus - Veneto Banca IBAN: IT 47 M 05035 11702 19057035 2779 

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Domenica 23 marzo 2014

Una voce di dolore e di
speranza dal Centrafrica

 «… Ci vuole pazienza, coraggio, donazione continua per essere una presenza che aiuta, dona speranza, incoraggia, permette di sperare nonostante “un cielo ancora nuvoloso”.

Gli sfollati occupano ancora parrocchie e istituti. Hanno desiderio di ritornare nelle loro case, ma i colpi di fucile o mortai fanno paura e impediscono di stabilirsi nel loro quartiere. Gli organismi internazionali hanno provveduto mettendo grandi tende per proteggere la gente dalle prossime piogge. Ieri c’è stato un grande temporale che si è scatenato sulla capitale. Disagio da un lato, gioia dall’altro. Due giorni, anche noi, senza acque dell’acquedotto. Siamo verso la fine della stagione asciutta e il fiume è ad un livello troppo basso, per cui le pompe dell’acquedotto non riescono a prendere acqua. Questa mattina c’era un filo d’acqua nei rubinetti.

L’insicurezza regna, soprattutto fuori dalla capitale. In città c’è ancora il coprifuoco. Ieri, in giornata, ci sono stati altri quattro morti. I trasportatori che vengono e vanno dal Camerun viaggiano in convoglio scortato dalla forza militare internazionale. In Città, la notte, ci sono sempre colpi di fucile e dei morti.

Alcune scuole private, in città, che si trovano nei quartieri più sicuri, hanno riaperto le porte. La scuola pubblica non dà segni di vita, se non in qualche luogo, anche perché gli insegnanti non sono pagati. A Grimari, le scuole pubbliche hanno iniziato in febbraio perché la missione, grazie agli aiuti ricevuti, assicura un minimo di 15.000FCFA (=23euro) per ogni insegnante, al mese, in attesa che lo stato paghi i “magri” salari.

Salari? Lo stato, una settimana fa, ha pagato il salario di ottobre 2013 e ha ripetuto che le casse dello stato sono vuote. La presidente sta chiedendo aiuti agli altri capi di stato, vicini o lontani, per pagare i salari e evitare una rivolta popolare.   

Il servizio missionario consiste anche nel rendere visita ai confratelli che si trovano fuori dalla capitale, in zone ancora difficili per la sicurezza. Ci hanno rubato già tre pick-up Toyota e una moto. Non possiamo rischiare ancora. Pazientiamo.

Concludendo: qualcosa si muove per migliorare la situazione, ma siamo ancora lontani dal ritrovare la pace, la sicurezza che permettano ad ogni singola persona e famiglia di ritrovare la propria casa e di dedicarsi a quelle attività che
permettevano di “sopravvivere”, sperando che lo Stato assuma le sue responsabilità per il bene di tutti. Certo che la Chiesa è presente e sarà
sempre in attività per aiutare questo popolo martoriato ingiustamente. L’annuncio del Vangelo sarà sempre accompagnato dalla carità e da ogni
iniziativa possibile per una promozione umana valida e duratura.

Per finire: Ringraziamo per l’amicizia, l’accoglienza, la preghiera, la solidarietà. Possiamo essere una presenza che rasserena ma anche una presenza che ama aiutando e che aiuta amando.»